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Siamo al confine tra Campania, Puglia e Basilicata, lungo la valle dell’Ofanto; l’area ha consolidato un’immagine di territorio rurale a vocazione turistica legata allo specifico patrimonio di rilevanti risorse ambientali, storiche, archeologiche-monumentali e risorse enogastronomiche.

Questa parte dell’Alta Irpinia è segnata dal susseguirsi di valli e rilievi, ricca di corsi d’acqua e laghi; a cavallo dello spartiacque fra il mar Tirreno ed il mar Adriatico parte nevralgica ed integrante di quella circolazione e flussi di idee che hanno influenzato e caratterizzato l’età medievale e moderna.

Siamo al confine tra Campania, Puglia e Basilicata, lungo la valle dell’Ofanto; l’area ha consolidato un’immagine di territorio rurale a vocazione turistica legata allo specifico patrimonio di rilevanti risorse ambientali, storiche, archeologiche-monumentali e risorse enogastronomiche.

Il 23 novembre del 1980 un disastroso terremoto colpisce l’Irpinia. Conza della Campania ne rimane devastata nel patrimonio edilizio, distrutto nella quasi totalità e particolarmente colpito in termini di perdita di vite umane. La popolazione superstite abbandona l’area e affronta le fasi dell’emergenza a valle del paese distrutto, dove costruisce anche il villaggio dei prefabbricati. Valutazioni di vario ordine porteranno le autorità locali a delocalizzare anche la ricostruzione a valle, in un’area pianeggiante, in località Piano delle Briglie. I lavori di sgombero delle macerie porteranno alla luce la straordinaria stratificazione edilizia ed urbana dell’antica Compsa.

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