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Il Comune di Romagnano al Monte è tra i più piccoli della Provincia di Salerno, ha una dimensione territoriale di soli 9,67 Kmq con andamento morfologico non molto articolato che va dalla pianura alla alta collina. L’altezza varia da 191 m slm dello scalo ferroviario, aste fluviali del Platano e fiume Bianco, ai 783 m slm della località Mancosa/Pian di Pede, prossimi al nuovo nucleo urbano.

Il territorio comunale di Romagnano è geograficamente sulla “linea di confine” tra la Provincia di Salerno e quella di Potenza, arroccato in posizione strategica su “un’alta rupe alpestre”, quasi a svolgere il ruolo di guardiano della vallata in cui scorrono il fiume Bianco ed il fiume Platano.

Per la sua posizione Romagnano è sempre stato caratterizzato da una forma di isolamento, trovandosi al di fuori del tracciato della “Via Popilia” che attraversava il Vallo di Diano, e della “Via de la Calabria”.

Tutta la storia di Romagnano è costellata da eventi sismici che hanno condizionato la struttura urbana del nucleo storico, oggetto di continui rimaneggiamenti sino alla seconda metà del 1800. Il sisma del novembre 1980 causò effetti sconvolgenti, che terminarono l’abbandono del vecchio centro e conseguente ricostruzione in località Ariola. Tutta la popolazione si è trasferita nel nuovo centro di Romagnano lasciando completamente vuoto il vecchio centro che, nel frattempo in virtù della ricostruzione post-sisma, è divenuto tutto di proprietà pubblica. La scelta assunta dai cittadini di Romagnano non nasce solo dalla paura del “terremoto” bensì anche da valutazioni fatte dal servizio geologico nazionale che nell’80 classificò il sito originario insicuro e pericoloso, tant’è che se ne ordinava l’evacuazione, impedendo di fatto qualsiasi tentativo di recuperare o ricostruire “com’era e dov’era”.

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