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Taurasi è un caratteristico paese dell’Irpinia. Il Borgo (dalle vigne opime – Tito Livio) è l’epicentro dei 17 Comuni della Valle del Calore che producono l’omonimo vino. Il primo a Denominazione di Origine Controllata e Garantita della Campania, riconosciuto in ambito internazionale tra i vini più pregiati d’Italia. Il Taurasi è un vino che trova le sue origini nell’età preromana. Il vitigno principale da cui si produce questo vino, l’Aglianico, era un tempo detto “hellenico” a sottolineare l’origine greca. Da queste origini deriva anche il cognome “Taurasi” legato alla storia e alla nobiltà del borgo.

L’etimologia del nome “Taurasi” è da ricercare in Taurasia, un piccolo borgo vinicolo che i romani fecero proprio dopo aver sconfitto gli irpini, nell’80 d.C. È consolidata l’ipotesi che il nome sia di origine osco-sabellica, con riferimento al toro, mitico animale, condottiero della tribù dei taurasini, che all’epoca abitavano l’Irpinia, tra le odierne province di Avellino e Benevento, cioè gli “Ager Taurasinus” (Campi Taurasini).

In posizione intermedia nella Provincia di Avellino, il territorio comunale si inserisce in un ampio quadro paesaggistico di dolci ondulazioni collinari susseguitesi tra i Monti Picentini, il Partenio il Taburno e i contrafforti del Matese, degradanti tutti verso la Valle del Fiume Calore. I vigneti sono l’elemento caratterizzante il paesaggio naturale di Taurasi, avvolgendo con la loro estensione l’architettura rurale dell’area.

Molto nota è la Fiera Enologica Taurasi che si svolge ogni anno nel mese di agosto e che vede la partecipazione di migliaia di persone. Da agosto 2015 l’appuntamento Enogastronomico Fiera Enologica viene sostituito con ENOLOGIC Taurasi, sagra enogastronomica, musica e cultura del territorio, in cui viene valorizzato il ruolo del Taurasi all’interno di tutto il territorio di produzione. L’evento costituisce uno dei più importanti appuntamenti per la promozione di questo DOCG irpino. L’evento costituisce uno dei più importanti appuntamenti per la promozione di questo DOCG irpino. Tra le principali emergenze culturali sono da annoverare il Palazzo Marchionale, edificato nel XV sec. sul precedente Castello normanno, oggi sede dell’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia.

L’attuale edificio ha le caratteristiche di palazzo rinascimentale, anche se basa le sue fondamenta sulla primitiva “arx de’ Romani”. La facciata è molto articolata, a sinistra si osserva il mastio (a pianta quadrata), il cui esterno è costituito da ricorsi paralleli di conci regolari nel basamento con ammorsature angolari in blocchi squadrati di travertino, provenienti con molta probabilità da edifici di epoca romana. Invece la parte superiore non è databile e presenta pietre di calcare tagliate con molta irregolarità e messe in opera con strati spessi di malta.

L’ala del palazzo a Sud è stata aggiunta successivamente. Di notevole interesse è la Collegiata di San Marciano Vescovo, la cui edificazione fu terminata nel 1590 e che, si pensa, costituisca l’ampliamento della chiesa di San Cataldo risalente al XII secolo; il Campanile (XII Sec.) ha una base quadrata in stile romanico. Ma gli aspetti più interessanti in relazione al patrimonio architettonico del centro di Taurasi sono legati al tessuto edificato del centro storico, oltre che alle emergenze architettoniche presenti.

L’edilizia residenziale antica è fatta di piccole case mono o bicellulari prospicienti il percorso principale che attraversa, con andamento rettilineo, interamente il Borgo dalla Porta Maggiore alla Porta Sant’Angelo. Il Centro storico è abitato, anche se molte sono le abitazioni abbandonate. Taurasi può inserirsi a pieno titolo nell’offerta del turismo enogastronomico, avendo dimostrato di essere appetibile a tale segmento di mercato. Per la “destinazione Taurasi” è sicuramente l’attrattore “vino” la base per l’elaborazione di un progetto turistico integrato che renda ospitale e competitivo il territorio e consenta di migliorare la qualità della vita della popolazione residente. In tale progetto, la parte del centro storico attualmente non abitata può assumere un ruolo fondamentale in ambito di ricettività turistica attraverso la promozione di una rete di ospitalità d’eccellenza.

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